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Artsy

MONICA KIM GARZA | JEFFREY CHEUNG | VALENTINA GRILLI | LUCIA JONES | SIMONE MICCICHÉ | DANNI PANTEL | ZEHUI XU, I am no longer


Inaugurazione 09 Aprile 2026 h 18:30, Via Argelati n° 24, 20143 Milano (MI)


Fino al 22 Maggio 2026

MONICA KIM GARZA | JEFFREY CHEUNG | VALENTINA GRILLI | LUCIA JONES | SIMONE MICCICHÉ | DANNI PANTEL | ZEHUI XU, I am no longer

09 Aprile - 22 Maggio 2026

I AM NO LONGER

Inaugurazione giovedì 9 aprile 2026 ore 18.30

9 aprile- 22 maggio 2026

 

La Galleria Patricia Armocida è lieta di annunciare “I Am No Longer”, mostra collettiva che riunisce i lavori di Monica Kim Garza ( Alamogordo, USA, 1988), Jeffrey Cheung (San Francisco Bay Area, USA, 1989), Valentina Grilli ( Milano, 1983),  Lucia Jones ( Galles, GB, 1992), Simone Miccichè (Bologna, 1992), Danni Pantel (1989 Erlangen, Germania) e Zehui Xu ( Weihai, Cina, 1998). Inaugurazione giovedì 9 aprile 2026 alle ore 18.30.

I Am No Longerè una frase composta da sole quattro parole, ma volutamente incompleta: un’ellissi che apre uno spazio di silenzio, presuppone un prima e un dopo, una rottura e al tempo stesso una trasformazione. È una soglia narrativa e identitaria che attraversa le ricerche dei sette artisti in mostra, invitando a riflettere sui processi di mutamento del sé, sulle soggettività in divenire e sulle tensioni tra memoria, corpo, spazio e rappresentazione.

Per Monica Kim Garza, “I Am No Longer” rappresenta il rifiuto di un’identità imposta e la dissoluzione di un sé plasmato dallo sguardo della società, aprendo alla possibilità di una individualità autodeterminata. Realizzati con una pennellata espressionista e una palette tonale audace, i suoi dipinti collocano figure femminili — spesso nude — in ambienti lussureggianti e atmosferici, sospesi tra reale e immaginato. Che siano sdraiate, sollevino pesi, bevano o giochino a sports, le donne nei suoi lavori incarnano una presenza libera e giocosa, che si riappropria dello spazio con ironia, sensualità e autonomia.

Nel lavoro di Valentina Grilli emerge invece una dimensione sospesa, in cui lo spazio diventa teatro di presenze evanescenti e tracce di passaggio umano. La sua ricerca ruota attorno al concetto di limen, la soglia, intesa non solo come confine fisico ma come luogo di tensione, trasformazione e possibilità. In queste atmosfere rarefatte lo spettatore è invitato a confrontarsi con l’incertezza del passaggio e con lo spazio del possibile. Più recentemente l’artista ha rivolto la sua attenzione alla natura morta, reinterpretata come una sorta di archeologia contemporanea: oggetti apparentemente insignificanti diventano portatori di memorie quotidiane, gesti ripetuti e storie minime.

Le opere di Danni Pantel rivelano una tensione tra apparente perfezione superficiale e complessità interna. Da lontano, le superfici possono apparire lisce e definite; avvicinandosi, però, emergono strutture più complesse e materiche. Questo contrasto suggerisce un passaggio dal visibile all’invisibile e invita lo spettatore ad avvicinarsi, a esplorare ciò che è nascosto sotto la superficie.

La pittura di Pantel non cerca di rappresentare realtà esterne o narrative specifiche, ma aspira a rendere visibile una profondità psicologica, emotiva e spesso confusa, portando alla luce quel “nascosto” che generalmente resta dentro. Le sue opere sono spazi di tensione tra controllo e vulnerabilità, esprimendo la fragilità umana attraverso distese cromatiche e segni evocativi.

La vibrante pratica figurativa di Jeffrey Cheung, esplora le connessioni umane attraverso figure gioiose e nudi dai colori intensi, che si intrecciano, si abbracciano e interagiscono in modo giocoso. Il suo lavoro combina forme volutamente esagerate, texture stratificate e corpi dinamici, creando un senso di movimento e vitalità che coinvolge lo spettatore in scene intime e immaginative. 

Fondendo umorismo, sensualità e un approccio tattile ai materiali, Cheung trasforma gesti quotidiani e incontri sociali in narrazioni visive che indagano temi di libertà, identità e comunità.

 

La pittura di Simone Miccichè dialoga con la lunga tradizione del panneggio nella storia dell’arte, reinterpretandola in chiave contemporanea. Il progetto “Corpo tessuto” esplora, attraverso la pittura, il tema dell’assenza e dell’origine di un corpo migrante, costretto a spostarsi continuamente per ragioni geopolitiche. Si tratta di un corpo ritrovato che, nella drammaturgia contemporanea, viene spesso rappresentato dai media come coperto, nascosto o avvolto in teli anonimi e asettici. Il tessuto diventa così un archivio sensibile: una superficie capace di trattenere memorie, gesti e identità collettive, ma anche le frizioni e le asimmetrie di potere che attraversano la storia dei corpi e dei territori.

 

Attraverso il suo lavoro, Lucia Jones porta avanti un’esplorazione dell’identità femminile e delle pressioni sociali che modellano il modo in cui le donne vengono percepite — dagli altri e da sé stesse. I suoi dipinti si muovono lungo la tensione tra costrizione e autodeterminazione, attingendo a immagini tratte dal cinema e dalla storia dell’arte per collocare le figure femminili in ambienti che rispecchiano i loro mondi interiori.

Le tende, motivo ricorrente nella sua pittura, evocano una tensione tra occultamento ed esposizione, tra ciò che viene rivelato e ciò che rimane nascosto. Il risultato è una riflessione sulla complessità dell’identità femminile e sulla resilienza silenziosa necessaria per mantenere autenticità e autonomia all’interno di queste dinamiche.

 

Zehui Xu, indaga il rapporto sottile tra memoria, assenza e spazio interiore. Attraverso processi di stratificazione e cancellazione, le sue opere costruiscono immagini sospese tra presenza e scomparsa. Colori come rosa, azzurro e viola scorrono sulla superficie pittorica come frammenti di sogni quasi dimenticati, componendo un paesaggio interiore che si colloca tra memoria personale ed esperienza collettiva. Nascondendo e rivelando elementi figurativi, i suoi dipinti cercano di catturare la natura fragile e persistente della memoria, allo stesso tempo intima e condivisibile.

Attraverso linguaggi e sensibilità differenti, I Am No Longer costruisce un dialogo corale attorno all’idea di trasformazione: un attraversamento di identità, corpi, memorie e spazi che mette in discussione le narrazioni consolidate e apre nuovi territori di possibilità.

 

BIOGRAFIE

 

Monica Kim Garza, (Alamogordo, USA, 1988, vive e lavora ad Atlanta, Georgia, Usa), ha sviluppato una pratica pittorica riconosciuta a livello internazionale, esponendo in importanti contesti espositivi tra Europa e Stati Uniti. 

Tra le mostre personali più recenti si segnalano ‘Good Old Raisins and Peanuts’ presso Ruttkowski; 68 a Parigi, 2025 e la partecipazione con solo booth alla Focus Section di The Armory Show, 2025 con The Hole. Tra le precedenti personali: “The Trees and Bushes Beside You”,Colonia, 2023; “Raisin”, presso Eighteen Gallery ,Copenaghen, 2023, “Under the Crescent Moon” presso Galerie Julien Cadet, Parigi, 2022 e “Closer” presso V1 Gallery,Copenaghen, 2020.

Il suo lavoro è stato inoltre incluso in numerose mostre collettive in istituzioni e musei internazionali, tra cui il Buffalo AKG Art Museum (2026), il North Carolina Museum of Art (2025), il Lowe Art Museum (2024) e il KMAC Contemporary Art Museum (2024), oltre alla partecipazione a fiere internazionali quali Art Brussels e Taipei Dangdai.

Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private, tra cui Musée d’Art Moderne di Parigi, OZ Art, Usa, Wimbledon Lawn Tennis, GB,Carlsberg Museum London GB, København, DK, la Beth Rudin DeWoody Collection, New York, NY,USA , The Maria Brito Art Collection, New York, NY,USA,  il Carlsberg Museum e lo Xiao Museum of Contemporary Art, Rizhao, Shandong,CN.

 

Jeffrey Cheung (San Francisco Bay Area, USA, 1989 vive e lavora ad Oakland, California). Cheung ha esposto in numerose sedi nell’area della Baia di San Francisco, tra cui il SFMOMA e lo Yerba Buena Center for the Arts, nonché presso la Jack Hanley Gallery (New York), la Jeffrey Deitch Projects (Los Angeles) e la V1 Gallery (Copenaghen). 

Le sue opere fanno inoltre parte delle collezioni dello Smithsonian American Art Museum.

È inoltre fondatore di Unity Press & Skateboarding e di There Skateboards.

 

Valentina Grilli, Milano, 1983, vive e lavora a Milano

L’artista sviluppa una ricerca pittorica incentrata su dimensioni intime e introspettive, con una crescente presenza nel panorama espositivo italiano ed europeo. Nel 2025 presenta la mostra personale Attese presso il Museo di Arte contemporanea (Mac,n), a cura di Silvia Di Paolo, e partecipa a progetti espositivi a Parigi e in Italia.

Tra le esposizioni recenti si segnalano mostre collettive a Milano e in contesti istituzionali e indipendenti, oltre alla partecipazione a premi e rassegne quali il Premio Mestre, il Premio Arte e l’Arteam Cup. Nel 2024 vince il Malamegi Prize, mentre nel 2025 ottiene il terzo posto al Premio Mestre e una menzione al Premio Arte.

Nel 2022 realizza la mostra personale A Celebration presso il Kartell Museum, dedicato a sei importanti anniversari del brand. Il suo lavoro è stato inoltre presentato in contesti dedicati alla ricerca contemporanea e a progetti curatoriali focalizzati sulla rappresentazione del corpo e dell’identità, consolidando una pratica in dialogo tra narrazione personale e dimensione collettiva.

 

Lucia Jones, ( Gran Bretagna, 1992) Lucia Jones (Galles, Regno Unito, 1992; vive e lavora a Cardiff) è una pittrice gallese pluripremiata, il cui lavoro esplora l’identità femminile attraverso i linguaggi della pittura e del cinema. Dopo la laurea presso la Falmouth University, ha esposto a livello internazionale in mostre personali e collettive, tra cui il BEEP Painting Prize nel 2018 e nel 2024. Nel 2025 ha vinto il Wakelin Award, segnando le sue prime tre acquisizioni in una collezione pubblica permanente, ed è stata selezionata nella longlist di importanti premi internazionali come il John Moores Painting Prize nel 2020 e il Jacksons Art Prize nel 2022 e 2023.

Tra le mostre recenti si annoverano: “Wakelin Award 2025: Lucia Jones”, Glynn Vivian Art Gallery, Regno Unito, 2025; “Chairish x Bergdorf Goodman”, New York, USA, 2024; “Spectacle”, Irving Gallery, Regno Unito, 2024; “Through a Glass Darkly”, Charlottesville, USA, 2023; “A World of Her Own”, Elysium Gallery, Regno Unito, 2023; e “Paintings Made Recently in Wales”, Bay Art, Regno Unito, 2022.

Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Australia, Austria, Hong Kong e Messico confermando il suo riconoscimento nel panorama artistico internazionale.

 

Simone Miccichè, (Bologna, 1992 vive e lavora a Bologna), sviluppa una pratica pittorica focalizzata sulla relazione tra corpo, memoria e tessuto, con una ricerca espositiva attiva in Italia e all’estero. Tra le mostre personali si segnalano *Corpo Tessuto 01* presso Fondazione Bologna Welcome nell’ambito di Art City Bologna (2026), oltre a precedenti progetti personali a Bologna e in Emilia-Romagna.

Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre collettive, tra cui esposizioni a Milano, Venezia, Roma e contesti internazionali come Amsterdam, Monaco, Berlino, Istanbul e New York. Tra le partecipazioni più recenti si segnalano Arte Laguna Prize, Biennale Marte Live e Combat Prize.

Nel 2025 è vincitore del Premio Luigi Candiani e dello YICCA Prize (2024/25), oltre a essere finalista in numerosi premi tra cui il Prisma Prize. Ha preso parte a programmi di residenza tra Milano e Bologna, tra cui Viafarini.

Le sue opere sono presenti in collezioni come la Collezione Candiani e l’Archivio Viafarini.

 

Danni Pantel (*1989, Erlangen) vive e lavora a Berlino. Ha studiato presso la HBK Braunschweig e sviluppa una pratica che spazia tra pittura e scultura, caratterizzata da un linguaggio visivo incisivo e poetico.

Ha esposto in mostre personali e collettive a New York,  Berlino, Amburgo, Ibiza, Milano, Parigi e Beirut. Tra le personali più recenti si segnalano The Milk Is Sour (2022, Collectors Room), The Kids Are Having None Of It (2020, Kanya Kage) e Hysteria (2019, DUVE). Le sue opere sono state presentate in collettive internazionali come Silent Echoes (A+B Gallery, 2024), FARBE (A+B Gallery, 2023) e Meet Us on Jupiter (Collectors Room, 2022).

I suoi lavori fanno parte di importanti collezioni internazionali, tra cui la Pizzuti Collection, Columbus Museum of Art e la Mora Art Foundation, confermando il suo riconoscimento nel panorama artistico contemporaneo europeo e internazionale.

 

Zehui Xu (Weihai, Cina, 1998) vive e lavora tra Italia e Cina. Dopo il Bachelor in Pittura presso la Accademia di Belle Arti di Venezia, 2021 e la partecipazione al programma Erasmus presso la Bath Spa University, 2022, ha completato il Master in Pittura presso la stessa Accademia nel 2024.

Nel 2024 Xu ha vinto il primo premio al 106° Young Artists Collective organizzato dalla Fondazione Bevilacqua La Masa presso Luogo Art Contemporanea. Nel 2025 ha ricevuto il Rea Fair-Lami–Genolini Art Residency Award e ha partecipato a residenze artistiche in Cina e Italia.

Le sue opere sono state esposte in importanti mostre collettive internazionali, tra cui Stay Human! Utopias and Dystopias in the Digital Age, Venezia, 2026,  Triangle Circle, Mosca, 2024 e Found Bodies, Shenzhen, 2026, e fanno parte della collezione della Fondazione Bevilacqua La Masa.