Loading.....

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. X

Galleria Patricia Armocida Logo

EL SEED


EL SEED

La Galleria Patricia Armocida è lieta di presentare la nuova mostra personale dell’artista franco-tunisino eL Seed dal titolo Templates of Love.

Inaugurazione online, mercoledì 25 novembre 2020.

 

Templates of Love

testo di eL Seed

 

Che cosa è l’amore? Una domanda alla quale da sempre l’uomo cerca di rispondere. Per quanto ci si provi, il significato di quella parola è sfuggente, molto facile da pronunciare, più difficile da definire. In molte lingue di tutto il mondo, spesso si utilizza una sola parola che contiene diverse sfaccettature di significato.

 

Nella lingua araba esistono cinquanta parole che descrivono l’amore. Questa scoperta mi ha colpito profondamente. La parola amore in arabo non si limita ad un solo vocabolo, ma si articola in diverse locuzioni ed espressioni, ha diverse forme e ognuna ha il proprio nome. In questa diversità ho scoperto come l’amore abbia trovato nuove vie per adattarsi alla lingua che stavo imparando, e come quella lingua si fosse sviluppata per poter comprendere le varie forme che l’amore può assumere. Mi sono reso conto che non si può circoscrivere l’amore. Non è una cosa sola, vive in mezzo a noi, è multiforme, a volte letteralmente: l’amore si presenta a noi con diversi volti. È una forza che vive con e in molti corpi e molte menti. In occasione di questa mostra ho voluto esplorare e celebrare la moltitudine di espressioni d’amore che possiamo trovare nel linguaggio e nel mondo.

 

Ho cercato le linee che seguiamo, provando a catturare il senso delle varie forme che l’amore può assumere. Mentre dipingevo, lo stendere del pigmento sulla tela è diventato una danza, una coreografia, una manifestazione d’amore. Prendendo l’architettura della lingua araba, ho re-interpretato nel mio stile le parole per dire amore: volteggi di pennellate simili a nastri.

Le tele sono un’alternativa alle forme create dal linguaggio nel rappresentare l’emozione.

Quando osservo nel complesso le opere che ho creato per questa mostra, vedo chiaramente che non ho usato l’inchiostro nero come solitamente faccio. In un momento buio della storia, mi sono allontanato dall’oscurità. L’amore lavora per rendere onore alla luce. Senza rendermene conto, ho adattato il mio processo pittorico al potere dell’amore: necessitava di qualcosa in più da parte mai.

 

Nel mio viaggio a Murano, in Italia, ho sviluppato ulteriormente questo concetto, lavorando alla fornace con i maestri vetrai, per trasformare, ancora una volta, queste espressioni d’amore in sculture tridimensionali.

Il fuoco parlava, il vetro ascoltava, l’amore appariva come luce, si rifrangeva, si inclinava e si dirigeva davanti ai miei occhi.

Nella lucentezza del vetro ho trovato le strutture d’amore che avevo progettato, realizzate in un modo completamente nuovo. L’energia innata è presente anche dopo la loro creazione: nella luce l’amore ha trovato una forma nuova. L’amore, mi è stato ricordato, non è solo una parola, è un’azione, una forza che vive dentro di noi e che cambia e cresce ogni giorno che passa. Imparare ad amare e scoprire le varie forme che l’amore può assumere, è un lavoro che richiede il tempo di una vita. Questi lavori, questi modelli, sono solo una parte di quel viaggio, un frammento dell’amore che cerca la sua forma.

 

 

eL Seed usa la calligrafia araba in uno stile distintivo per diffondere messaggi di pace, unità e per sottolineare i punti comuni dell’esistenza umana. I suoi lavori possono essere trovati sparsi in tutto il mondo, con lo scopo di unificare le comunità e correggere gli stereotipi.

Nato nel 1981 a Parigi da genitori tunisini, l’artista fu allontanato dalle sue radici arabe, parlando solo dialetto tunisino nel focolaio domestico. Nei suoi anni adolescenziali, in una sorta di ricerca della sua identità, egli comincia ad approfondire la propria eredità, imparando a leggere e scrive l’arabo standard. Fu proprio durante quest’avventura che egli comincia a sviluppare il suo stile artistico calligrafico, che lo renderà in seguito acclamato da tutto il mondo.

eL Seed scoprì che la calligrafia araba era una maniera per costruire un legame tra le sue origini, quella francese e quella tunisina, di eguale importanza, e andando avanti con il tempo, l’artista comincia a usare quella stessa calligrafia per costruire ponti tra tutti i paesi del mondo. Ogni qualvolta egli lavori con una comunità, passa tanto del suo tempo cercando la giusta citazione che possa riassumere la voce della comunità con la quale sta lavorando e che possa sottolineare i suoi concetti chiave quali l’amore, il rispetto e la tolleranza.

I suoi lavori sono stati esposti in mostre private e spazi pubblici di tutto il mondo, i più noti si trovano sulla facciata de L’instuit du Monde Arabe a Parigi, tra le favelas di Rio de Janeiro, nel DMZ (Zona demilitarizzata) tra Corea del Nord e Corea del Sud, tra i bassifondi di Cape Town e nel cuore del quartiere dei netturbini del Cairo.

Nel 2017 egli vinse l’UNESCO Sharjah Prize per la Cultura Araba. Egli fu nominato Global Thinker nel 2016 da Foreign Policy per il suo progetto “Perception” al Cairo. Nel 2013 egli collaborò con Louis Vuitton per i loro rinomati ‘Foulard d’Artiste’.