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Galleria Patricia Armocida Logo

EL SEED


EL SEED

Le intricate composizioni di eL Seed miscelano la poesia della calligrafia araba e la scabra immediatezza dell’arte urbana francese, in uno stile distintivo che l’artista stesso definisce Calligraffiti.

 

Confrontandosi principalmente con temi che sembrano in contraddizione, l’artista riflette la realtà dell’uomo e del mondo in cui vive oggi. Le sue opere, dinamiche e dai colori vibranti, richiamano l’attenzione non solo sulle parole in sé e sul loro significato, ma anche sul movimento che ammalia lo spettatore, conducendolo a un nuovo modo di percepire.

 

“L'artista contemporaneo trova nel proprio messaggio i limiti della propria lingua – sostiene eL Seed – L’arabo classico è lo strumento che ho scelto per comunicare dal momento che si tratta, a mio parere, di una delle lingue meno discriminatorie attualmente in uso. Anche quanti non leggono l’arabo possono farsi un'idea del suo significato dalle curve e dalle forme delle parole. È questa doppia natura all'interno della calligrafia che mi ha attratto e ispirato. Quando creo la mia arte, scrivo, e quindi dico qualcosa esprimendomi a parole, ma, allo stesso tempo, disegno, e quindi dico la stessa cosa esprimendomi anche per immagini.

 

L’estetica e lo stile di un’opera d’arte prendono parte alla trasmissione di un messaggio e possono essere tanto influenti quanto il messaggio stesso. Qualificherei i miei lavori come proverbiali nel senso che essi costituiscono, sul piano estetico, il più profondo messaggio proposto.”

 

I messaggi universali di pace, di tolleranza, di convivenza e di dialogo tra i popoli e le culture che stanno alla base della poetica di eL Seed vogliono semplicemente avere un impatto estetico ed emotivo sugli spettatori: il suo scopo è far scaturire una nuova percezione e visione della realtà, sfidando pregiudizi e luoghi comuni.

 

Ne è un esempio l’imponente opera dal titolo Perception, realizzata nel marzo 2016 al Cairo, la cui immagine è stata immediatamente condivisa in modo virale sui social media in tutto il mondo: una vista sui tetti disgregati di una città affollata ed evidentemente degradata, al centro un’installazione monumentale d'arte pubblica che unisce più di 50 facciate di edifici per creare un’unica opera anamorfica. Un progetto ambizioso che il pubblico ha accolto con entusiasmo consacrando eL Seed al successo internazionale.

 

Con Perception l’artista mette in discussione il pregiudizio che una società può formarsi su una comunità per via delle differenze che la caratterizzano, usando – nascoste nel calligraffito– le parole di Sant’Atanasio di Alessandria, vescovo copto del III secolo: “Chiunque voglia vedere chiaramente la luce del sole deve prima pulire i propri occhi”.

 

Le intricate composizioni calligrafiche di eL Seed richiamano l’attenzione non solo sulle parole e sul loro significato, ma anche sul loro movimento, che ammalia lo spettatore conducendolo ad un nuovo modo di percepire. TED Fellow dal 2015, egli lavora principalmente con soggetti che sembrano contradditori, e la sua arte riflette la realtà dell’umanità e del mondo in cui oggi viviamo.

eL Seed ha installato i suoi lavori in spazi pubblici, gallerie e istituzioni in tutti i continenti. Dalle strade di Parigi e New York, alle favelas di Rio de Janeiro alle baraccopoli di Città del Capo, il suo approccio contemporaneo vuole ricongiungere tramite l’arte le persone, le culture e le generazioni.

 

Tra le mostre personali ricordiamo Tradizione Proverbiale, Galleria Patricia Armocida, Milano 2017, Zaraeeb, ArtTalks, Il Cairo 2016; Declaration, Tashkeel Gallery, Dubai 2014; Lost Walls, Institut du Monde Arabe, Cairo 2016, The Walls, Interrance Gallery, Parigi 2012; Arabesque, Chicago Public Library, Chicago 2011.

 

Tra le principali mostre collettive: Codici sorgenti. Visioni urbane contemporanee, Museo Palazzo Platamone, Catania 2015; Calligraffiti: 1984-2013, Leila Heller Gallery, New York 2013; Arabic  Graffiti, Pergamon Museum, Berlino 2012

 

Nel 2017, eL Seed ha vinto il Premio UNESCO Sharjah per la Cultura Araba. E’ stato nominato Global Thinker nel 2016 per il suo progetto Perception al Cairo. Nel 2013, Condé Nast Traveler lo ha riconosciuto come uno dei “Visionaries” dell’anno per aver proposto attraverso il suo lavoro il dialogo pacifico e il progresso sociale.

 

eL Seed ha anche collaborato con Louis Vuitton per i famosi “Foulard d’artiste.